Performance World Class e Snella nelle PMI, Piccole e Medie Imprese - Carlo Scodanibbio, Consulente Industriale, Consulente di Lean Management
scodanibbio.com


Carlo Scodanibbio
Consulenza Industriale
Consulente di Lean Management

i didattici


home     profilo     consulenza     formazione     eventi     contatti 
Performance World-Class - Didattico 05
Applicazione di principi snelli in settori diversi da quello manifatturiero
Rottamazione di lattine
by Carlo Scodanibbio

APPLICAZIONE DI PRINCIPI SNELLI IN SETTORI DIVERSI DA QUELLO MANIFATTURIERO
ROTTAMAZIONE DI LATTINE

LO STATO PRESENTE
Una ditta di rottamazione raccoglie lattine da bibita vuote e le lavora prima di esportarle.

Il processo di raccolta e di lavorazione lattine é come descritto qui sotto:

  • Le lattine da rottamare vengono portate alla ditta in argomento da un certo numero di "fornitori", ivi compresi ristoranti, alberghi, bar, ed anche raccoglitori "professionisti" di rottame. Tutti i fornitori consegnano le lattine vuote con i loro mezzi.
  • Le forniture di lattine sono di due tipi: forniture "pulite" e forniture "sporche".
  • Le forniture "pulite" provengono da ristoranti, alberghi e bar. Vengono chiamate "pulite" perché alle lattine fornite sono state tolte eventuali "cannucce", e perché le lattine non sono mischiate con altri oggetti riciclabili (tipo bottigliette di vetro o di plastica) od altri oggetti metallici e non. Infatti, tale classe di fornitori effettua una "cernita" prima di mettere le lattine in sacconi di plastica e portarle dal rottamaio: le loro forniture sono esclusivamente di lattine vuote. Per questa ragione, a tali fornitori viene pagato un prezzo al Kg superiore a quello corrente di mercato.
  • Le forniture "sporche" provengono soprattutto da "raccoglitori di strada" (disoccupati e vagabondi che si guadagnano il pane frugando nei bidoni e cestini dell'immondizia alla ricerca di lattine da vendere). Tali forniture sono classificate "sporche" perché non é stata effettuata alcuna cernita: ci sono ancora cannucce nelle lattine, e le lattine sono mischiate ad altri oggetti di metallo, di plastica, ecc. A tali fornitori viene pagato il puro prezzo di mercato.
  • Come detto, le forniture "pulite" vengono consegnate in grossi sacconi di plastica. Le forniture "sporche" vengono consegnate in ogni tipo di contenitore: in genere in sacchetti di plastica tipo supermercato, ma anche in cartoni, o avvolte in carta di giornale.
  • I "fornitori" possono arrivare dal rottamaio in ogni possibile momento della giornata. Le loro forniture sono accettate immediatamente, pesate, e pagate in contanti. I fornitori vanno direttamente con il loro camioncino alla zona di lavorazione delle lattine - i sacchi vengono pesati su una basculla - al fornitore viene rilasciata una nota (descrizione del materiale fornito e peso netto) - dopodichè il fornitore passa alla cassa a ricevere il pagamento prima di uscire.
  • Le lattine, ancora nei loro sacconi od altri contenitori, vengono letteralmente "buttate" dagli addetti alla rottamazione in una zona di accumulo lattine, piuttosto larga di dimensioni e notevolmente caotica: in questa zona ci sono mucchi di lattine multicolori ovunque nonché montagne di sacchi e sacconi ancora da aprire. La vista in pianta di tale zone é qui sotto:
rottamazione di lattine - pianta - stato presente

  • In questa zona vengono accumulate e lavorate (compattate) le lattine. Tuttavia la pressa compattatrice viene usata anche per compattare altri materiali di rottamazione: di alluminio (tubi e barre), di rame (radiatori, cavi elettrici, tubi), di acciaio inox (scambiatori, tubi).
  • In questa zona ci sono 3 addetti ai lavori. I loro compiti: assistere i fornitori nello scarico di materiali da rottamare - pesarli - buttare lattine nella zona di accumulo, ed altri materiali nelle rispettive zone di accumulo (non evidenziate nella pianta) - e quando non sono occupati con i fornitori, compattare lattine ed altri materiali alla pressa.

Il processo di lavorazione delle lattine consiste in:

  • Fare la cernita delle forniture "sporche", il che viene fatto direttamente nella zona di accumulo. Gli addetti si spostano tra mucchi di lattine e montagne di sacchi e sacchetti - aprono i sacchetti od i giornali contenenti lattine "sporche" - buttano le lattine nel mucchio, e le cannucce, bottigliette, giornali ed altri oggetti da scartare in un grosso scatolone di cartone - portano i sacconi di plastica contenenti forniture "pulite" vicino alla tramoggia della pressa.
  • Caricare di lattine la tramoggia della pressa. Il che viene fatto: o direttamente dai sacconi di forniture "pulite", che vengono svuotati nella tramoggia - oppure per mezzo di un "secchione" metallico, che usano per raccogliere lattine dai mucchi sul pavimento. Qualche volta (raramente) il processo di cernita forniture "sporche" viene fatto direttamente dentro la tramoggia. La vista in prospetto della zona tramoggia/convogliatore di carico/pressa é qui sotto:
rottamazione di lattine - prospetto pressa compattatrice, tramoggia e convogliatore di carico

  • Uno dei 3 addetti ricopre il ruolo di capo squadra della zona e si occupa di azionare la pressa quando é il momento (mentre gli altri 2 addetti fanno cernite "pulito/sporco" e caricano la tramoggia.
    Indi il vano di carico viene riempito di lattine: il convogliatore di carico le estrae dalla tramoggia e le lattine cadono nel vano per gravità. L'azionamento del convogliatore di carico é manuale, a mezzo bottoni di comando (start-stop). Di questi ce ne sono due coppie, in parallelo: una situata sul frontale della macchina (lato operatore), ed una sulla fiancata superiore del convogliatore di carico. In genere é il capo squadra che li aziona, ma anche gli altri due addetti possono eseguire l'azionamento.
  • L'operazione della pressa, condotta dal capo squadra, consiste in: una rimescolata delle lattine nel vano di carico (per ottenere un pacco più omogeneo in uscita) - e l'azionamento della pressa idraulica, a mezzo altro bottone di comando.
    Dopodichè l'operazione é automatica: la pressa compatta a mezzo martinetti idraulici le lattine (compattazione dall'alto e compattazione longitudinale) ed espelle il pacco compattato sul convogliatore di scarico a rulli folli.
    Durante la compattazione il capo squadra non fa assolutamente niente: aspetta che la macchina compia il lavoro.
  • Una volta che il pacco é sul convogliatore di uscita, il capo squadra lo mette sul pallet dopo averne martellato gli spigoli (scopo un miglior livellamento sul pallet).
  • I tre addetti (senza precisa suddivisione degli incarichi) si occupano anche di vuotare regolarmente lo scatolone di cartone dei rifiuti e di movimentare i pallet pieni di pacchi di lattine in un cortile adiacente, in attesa di essere caricati su container marino per l'esportazione (destinazione: India).

FOGLIO DATI

  • Il tempo-ciclo totale di produzione di un pacco compattato é di circa 3 minuti. Questo tempo é piuttosto lungo: il tempo ciclo della pressa é di poco più di un minuto, il resto del tempo se ne va per riempire il vano di carico (rimestando le lattine) e per scaricare il pacco dal convogliatore di scarico, martellarne gli angoli, e posizionarlo sul pallet.
  • La tramoggia é di capacità più che sufficiente per contenere tutte le lattine richieste per produrre un pacco.
  • Nessuno dei 3 addetti ai lavori é occupatissimo, anzi, salvo rare eccezioni, possono lavorare in modalità piuttosto rilassata, chiacchierando del più e del meno, o semplicemente aspettando che succeda qualcosa....
  • Circa il 70% delle forniture si può classificare "pulito" (sacconi di plastica) ed il 30% "sporco" (sacchettini di plastica e giornali).
  • Tutti i "fornitori" sono ben collaborativi, ed in genere aiutano i 3 addetti a scaricare, pesare, e posizionare i rottami nelle rispettive zone di accumulo.
  • Come già detto, le forniture possono arrivare in ogni momento della giornata ed in ogni giorno della settimana, senza alcun trend particolare.
  • Il quantitativo totale medio di lattine "fornite" e lavorate ogni settimana equivale a circa 2 pallet di pacchi. Un pallet contiene 80 pacchi (10 strati di 8 pacchi per strato).
  • Tuttavia, nella zona di accumulo, rimane sempre un polmone di scorta di lattine, sacchi e sacconi. Questo lo si fa per sopperire alla domanda di pallet di prodotto (pacchi) che aumenta quando arriva il container marino per l'export (il container va riempito entro il giorno successivo al suo arrivo).
  • In genere si lavorano lattine alla pressa per un totale di 2 giornate alla settimana, in media. Tuttavia, tale lavorazione la si esegue in modalità irregolare, in genere per qualche ora in ogni giorno della settimana, quando il gruppo di 3 addetti ha tempo per farlo. Infatti i 3 addetti, oltre alle lattine, devono lavorare alla pressa anche rottami di rame, alluminio ed acciaio inox (oltreché riceverli dai fornitori). Il management della ditta stabilisce le priorità sulla base degli ordini per esportazione dei vari materiali effettivamente ricevuti.
  • I 3 addetti hanno anche tempi "laschi" (di inattività o poca attività) nel corso della settimana. Oltre che lavorare, chiacchierare ed aspettare (fornitori), essi cercano in qualche modo di tenere la zona in ordine (con scarso successo), rimuovono tutti i rifiuti, ed intrattengono una forma elementare di pubbliche relazioni con i fornitori.

Nonostante i loro (primitivi) sforzi, la zona é disorganizzata ed in condizioni piuttosto caotiche. Anche l'intero processo di lavorazione delle lattine (e degli altri rottami) é molto primitivo, e non é stato mai riorganizzato bene.
Il management sospetta che applicando dei metodi "snelli" a questa operazione:

  • la produttività possa essere aumentata e la forza lavoro (ben richiesta in altre aree lavorative) ridotta
  • l'intera zona possa essere riorganizzata razionalmente

Cosa si può fare?
Quali sono le tue conclusioni?
Pensaci un attimo, prima di leggere le mie, che sono qui


 

 
abbonati alla newsletter didattica

E-Mail  

https://www.scodanibbio.com
Per usufruire appieno di tutte le caratteristiche del sito, attivare il JavaScript e consentire i pop-up

Ti invito a visitare anche i seguenti siti web, tutti relativi alle attività di Carlo Scodanibbio: